You’ve just won your election. Now what?

dicembre 13th, 2011 § 0 comments § permalink

L’ho scoperta ora ma la guida ai repubblicani neoeletti alla Camera è strepitosa per noi nerd della politica.

Please keep in mind that current members will still be in their offices and some of them may have recently lost their re-election. So please be mindful of this and respectful as you tour the offices.

Debito pubblico americano

novembre 18th, 2011 § 0 comments § permalink

Se solo Bachmann, Perry e Boehner sapessero che il denaro dei contribuenti americani viene speso per stampare e spedirmi gratuitamente formulari di fisica dei plasmi.

Un fantastico formulario, tra l’altro. Grazie, contribuente americano.
 

Ricordando Bush

settembre 17th, 2011 § 0 comments § permalink

Quando cambia il presidente gli unici a ricordare quello vecchio sono i suoi sostenitori. E quindi si finisce a credere che poi tanto male non era, che ci aveva visto giusto, che alla fine il suo successore ha dovuto accettare molto di suo. Il problema è che Bush era proprio male.

”’Mr. President,’ I finally said, ‘How can you be so sure when you know you don’t know the facts?”’. Biden said that Bush stood up and put his hand on the senator’s shoulder. ”My instincts,” he said. ”My instincts.”
Biden paused and shook his head, recalling it all as the room grew quiet. ”I said, ‘Mr. President, your instincts aren’t good enough!”’

The aide said that guys like me were ”in what we call the reality-based community,” which he defined as people who ”believe that solutions emerge from your judicious study of discernible reality.” I nodded and murmured something about enlightenment principles and empiricism. He cut me off. ”That’s not the way the world really works anymore,” he continued. ”We’re an empire now, and when we act, we create our own reality. And while you’re studying that reality — judiciously, as you will — we’ll act again, creating other new realities, which you can study too, and that’s how things will sort out. We’re history’s actors . . . and you, all of you, will be left to just study what we do.”

 

Gente che sta male, Libia edition

agosto 22nd, 2011 § 0 comments § permalink

Gheddafi sta finalmente perdendo. Giriamo quindi lo sguardo a questi matti qua, che hanno organizzato una manifestazione contro l’operazione in Libia e la partecipazione dell’Italia alla stessa.

Tu pensi: saranno i pacifisti. Invece no, è proprio gente convinta, gente che sta male:

Martedì 30 agosto 2011 si avvicina  e non ci sarà niente da festeggiare perché la Repubblica Italiana ha tradito la Grande Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista [...] le azioni dei mercenari criminali e terroristi di Bengasi a terra non stanno portando i frutti sperati dall’occidente.

Dopo aver detto che è oramai “dimostrato” che Gheddafi non ha massacrato nessuno, no no, ci provano ad attirare simpatie cospirazioniste-antiamericane:

La Libia è vittima di un’ennesima aggressione della Nato, politicamente per nulla diversa da quella contro la Serbia nel 1999 e da quella contro l’Iraq nel 2003, per scopi totalmente geopolitici (approvvigionamento petrolifero e insediamento di un governo non ostile a Washington) e geo-strategici (espansione della sfera d’influenza della Nato, attraverso il comando Africom), volti al contenimento di potenze rivali nei fondamentali scenari del Vicino Oriente e del Mediterraneo

E richiedono:

1) l’immediato ritiro delle truppe italiane dalla missione criminale in Libia e da tutte le missioni per conto della Nato e degli Stati Uniti d’America

Ma non solo!

2) le dimissioni del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, del  Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, del Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, e del Ministro degli Esteri, Franco Frattini, in seguito alla gravissima violazione dell’art. 11 della Costituzione e degli accordi bilaterali tra Italia e Libia, stabiliti nel 2008 all’interno del Trattato di Amicizia di Bengasi.

Proprio. Ma il vero tocco di stile sono però le “regole del presidio”:

  • Le UNICHE bandiere ammesse sono: la bandiera verde della Libia e quella dell’Italia. O si viene con entrambe le bandiere, o non se ne porta neanche una; questo per garantire un eguale numero di bandiere italiane e libiche.
  • Gli UNICI striscioni ammessi sono quelli ufficiali del presidio, ovvero, scritto in colore verde su sfondo bianco: “Solidarietà ed amicizia a Gheddafi e alla Giamahiria”,  ”North Atlantic Terrorist Organisation”, “Italia serva della NATO e traditrice della Libia”,  un quarto striscione, con le parole del terzo, scritto in caratteri arabi.
  • Non sono ammesse bandiere, striscioni, cartelli diversi da quelli ufficiali, che sono solo quelli precedentemente elencati.
Le regole giuste per una manifestazione di sostegno ad un dittatore fascista. I matti che hanno aderito li trovate qua. E qua l’evento della gente che sta male su facebook.
P.s. il loro indirizzo è @libero.it, sempre detto che era il male.

Di attentati e climi d’odio

gennaio 9th, 2011 § 0 comments § permalink

Amici, amiche, gente: non si può contemporaneamente fare titoloni che attribuiscono a Sarah Palin la responsabilità della strage dell’Arizona, sia perché il probabile attentatore è matto sia perché non sappiamo nemmeno le sue perverse ragioni, e attaccare e deridere lo Schifani di turno che attribuisce l’attentato a Berlusconi o qualsiasi azione futura al clima d’odio della sinistra.

O esiste la “responsabilità morale” o non esiste (hint: non esiste).
E non è minimamente assimilabile alle azioni degli antiabortisti: quelli fanno circolare nomi, foto, indirizzi e a volte pure gli orari. Ben diverso da mettere un bersaglino sull’Arizona.

Che poi a volersela prendere con qualcuno, c’è Sharron Angle che parlava di rimediare col secondo emendamento in caso di sconfitta elettorale.

Edit: oggi, Cory Booker su twitter: “4 me the choice is clear, move forward with relentless unyielding love or cease & surrender to selfish apathy or hideous hate. I choose love”: siamo arrivati all’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio.

Sono abbastanza sicuro tu non sia Hitler

settembre 17th, 2010 § 0 comments § permalink

Nell’ultimo anno e mezzo in America hanno scoperto la piazza e tutto il mondo delle manifestazioni che noi abbiamo scoperto nel 1950 e c’è piaciuto così tanto che non l’abbiamo mai lasciato. Hanno scoperto gli estremismi e il radicamento nel territorio, hanno preso un movimento (una specie di girotondi di destra) con percentuali da movimento e l’hanno trasformato in caso nazionale, distruggendo i repubblicani moderati. Terrore, “bisogna fermarli!”, leggende metropolitane, teorie del complotto e “riprendiamoci il Paese!”.

L’ultima colpo (prima di far vincere le primarie a Christine la-masturbazione-è-adulterio O’Donnell) è stata la megamanifestazione di Glenn fuori-con-tutto Beck: “Restoring Honor”, restituire onore agli Stati Uniti, organizzata non a caso nell’anniversario del discorso “I Have a Dream” di Martin Luther King, nello stesso luogo; i militanti sono stati un po’ delusi, si aspettavano qualche antiobamata e invece si sono beccati un sermone su Dio.

Jon Stewart, del fake news show di Comedy Central, ha annunciato anche lui una manifestazione nello stesso luogo: Rally to Restore Sanity, “manifestazione per restaurare la sanità mentale” con (più o meno) queste parole:

Io credo che viviamo in un mondo con veri problemi, che richiedono vere, anche se imperfette, soluzioni; e credo che il 70-80% di noi è disposto a provarle e potrebbe sicuramente viverci.Sfortunatamente la conversazione e il processo decisionale è controllato dal restante 15-20%. Potrete conoscerli come quelli che credono che Obama sia segretamente un mussulmano che cerca di stabilire il socialismo in America per poter forzare le sue misure da chiesa cristiana nera di liberazione. O che Bush abbia lasciato che avvenisse l’Undici Settembre [...] Abbiamo visto questa gente, questa gente rumorosa dominare la conversazione. [...] Ma perché non sentiamo la voce di quel 70-80%? Principalmente perché avete roba da fare [...] e se non aveste da fare, potrebbe mancarvi la volontà teatrale necessaria. Ma questo finisce oggi.

Noi abbiamo un movimento con il 12-13 nazionale e in alcune parti il 30 che monopolizza il dibattito e si sente così padrone del mondo da mettere i simboli nelle scuole; noi abbiamo lunghi parlarsi addosso del nulla sui nostri bei paginoni di Repubblica e panini dei telegiornali; abbiamo poi le bellissime manifestazioni colorate con numeri quadruplicati contro tutto e tutti ed il nulla in mente e chiamiamo tutto questo politica, senza fare nessuna politica, intesa come ricerca e scelta di soluzioni. Lo facciamo anche noi il Restore Sanity? Facciamo una manifestazione pacifica per una politica che parli di politica e faccia politica? Farei pure un’eccezione al mio disinteresse per le manifestazioni (per i motivi di Francesco Costa).

L’annuncio:

The Daily Show With Jon Stewart Mon – Thurs 11p / 10c
Rally to Restore Sanity
www.thedailyshow.com
Daily Show Full Episodes Political Humor Tea Party

Where Am I?

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