Avete presente, vero, tutta la schifosa speculazone dei mutui subprime, che hanno avuto una parte non indifferente nell’innescare la crisi economica mondiale che stiamo vivendo sulla nostra pelle?
Ecco com’è finita, in questo cazzo di mondo da rovesciare come un calzino
Ma ascoltiamo cosa dice l’attorney general di New York da Rachel Maddow:
In the agreement’s expected final form, the releases are mostly limited to the foreclosure process, like the eviction of homeowners after only a cursory examination of documents, a practice known as robo-signing.
The prosecutors and regulators still have the right to investigate other elements that contributed to the housing bubble, like the assembly of risky mortgages into securities that were sold to investors and later soured, as well as insurance and tax fraud.
Officials will also be able to pursue any allegations of criminal wrongdoing. In addition, a lawsuit Mr. Schneiderman filed Friday against MERS, an electronic mortgage registry responsible for much of the robo-signing that has marred the foreclosure process nationwide, and three banks, Bank of America, JPMorgan Chase and Wells Fargo, will also go forward
Ovvero: l’accordo, da 26 miliardi di dollari, non riguarda la crisi economica ma solo ed esclusivamente gli illeciti commessi nei pignoramenti; eventuali reati penali sono fuori dall’accordo.
Quindi, no, i “banchieri” non si sono riparati da conseguenze penali e, no, i “banchieri” non l’hanno scampata dalle colpe della crisi.
Mica colpa di Gilloli, eh, lui ha solo letto informazioni sbagliate su quello che una volta era una delle testate più illustri del giornalismo italiano e ora prende sbandate da pagina di Facebook KONTROLEBANKE.
‘L’Espresso’, che come dimostra la sua storia è da sempre aperto anche alle opinioni diverse dalle proprie, lo propone come documento certamente di parte, ma su cui discutere per farsi un’idea completa.
Siamo in attesa del documentario sul Creazionismo, poi quello sulle Scie Chimiche, poi quello sul Signoraggio, quello sulla Terra Cava (sì, esiste anche ‘sta gente), quello sulla Terra Piatta, quello che non esiste il Global Warming, quello che non esiste l’Olocausto, quello che la Prima Guerra Mondiale è un complotto ebraico. Documentari certamente di parte, eh, ma su cui discutere per farsi un’idea completa.
Non dico fare un numero speciale ricco di racconti, approfondimenti, riflessioni e immagini come stanno facendo le riviste americane ma almeno non allegare chili di puttanate alla rivista.
Matteo Renzi, il sindaco della rossa Firenze e leader dei “rottamatori” del Pd, ha varcato ieri il cancello di Arcore.
Per carità, ci saranno state ottime ragioni “istituzionali”, come usa dire, a giustificare quel faccia a faccia così poco istituzionale e così tanto politico.
Sembra che da Repubblica sia arrivato l’ordine: Renzi è un inciucista, altro che salvatore del PD!
Repubblica trasforma gente interessante ed idioti in eroi della lotta contro i loro personali cattivi, per poi distruggerli se sgarrano (Serrachiani distrutta col “Franceschini è simpatico” per non essersi candidata alle primarie, una lotta giovani vs vecchi li avrebbe fatti felici) o se semplicemente si annoiano e han bisogno di carne fresca da sacrificare per vendere copie.
L’accusa a Renzi è una puttanata? Certo. Per questo Repubblica mi sta qua: fa e disfa il centrosinistra per il diletto dei lettori paganti, che continuano a credere di trovare in quel giornale risposte, invece che espedienti per vendere copie alla loro ristretta demografia.
Cioè perlomeno i lettori del Giornale mica ci credono veramente a quello che è scritto.
Avete presente la storia dell’asse Veltroni-D’Alema contro Bersani? Come dice Luca Sofri è tutta basata su uno sguardo fra i due:
È stato Veltroni a commentare con uno sguardo eloquente e non elogiativo la salita di Bersani sul tetto di Architettura. A quello sguardo D’Alema ha risposto con il silenzio.
E basta. Questa è l’unica prova necessaria, uno sguardo. E sopra a questo si costruisce un castello di congetture e speculazioni, di cui il lettore vede i titoli e assume come veri o ragionevolmente credibili. Da qui si generano status su facebook, vignette di Vauro, battute ed entra nella cultura comune dell’elettore di centrosinistra.
Peccato che non sia vero. Ma non importa perché ormai il castello di congetture sta in piedi anche senza i fatti, si autosupporta. Come il Veltrusconi, come “Prodi è caduto nel 1998 per colpa di D’Alema”, come i milioni di inciuci che avverrebbero ogni giorno.
Un giornale che seleziona, quando non inventa completamente, i fatti per guidare il ragionamento dei lettori su binari prestabiliti e soddisfare la loro impressione di realtà, aprendo di tanto in tanto la valvola dell’indignazione facile per raccogliere qualche click in più.
Io me la vedo la redazione di Repubblica che cerca di costruire il numero di domenica 21 novembre 2010. Io me li vedo che devono riempire le smisurate pagine di politica: della Carfagna quante pagine puoi parlare, anche se sei Repubblica?
Poi a quel punto si rendono conto che Romano Prodi ha accettato l’invito ad un seminario di Dario Franceschini. Quindi, complice alcool e sonno, iniziano a costruirci sopra montagne e montagne di fuffa. Da:
“L’obiettivo è unire e non dividere”
Ricavano
I suoi sognano una strada verso il Quirinale, se nel 2013 il quadro politico sarà meno sfavorevole.
E quindi al titolo. E quindi al propagarsi della notizia di rimbalzo in rimbalzo. A quel punto il quadro è completo, da adesso in poi la notizia per tutti sarà “Prodi vuole andare al Quirinale nel 2013″ o, per i meno attenti, “Prodi ritorna”. E giù altra fuffa, sotto forma di blog e pareri su Facebook.
Alla fine La Repubblica raggiunge il suo scopo: riempire una pagina e prendere un sacco di pageview, senza nemmeno bisogno che succedesse qualcosa veramente, per semplice fuffa. Col piccolo svantaggio di aver piantato una balla nella testa di chi si fida del loro giornale.
Repubblica ha un nuovo appello (eh va beh), questa volta “contro il porcellum” (ma quindi per l’uninominale? per le preferenze? per cosa?). Ora, perché con tutte le foto che esistono e che avranno in archivio debbano mettere una foto delle schede delle Primarie per l’elezione del Segretario del Partito Democratico?
ho iniziato ad avvicinarmi alla politica con la campagna elettorale del 2008, che ho trovato formidabile e ricca di idee; mi sei veramente piaciuto e ho adorato quel momento (quello che vedi in foto ce l’ho ancora in camera).
Dopo ho iniziato a militare e ho visto tutti quelli che si erano avvicinati al PD allontanarsene; non solo colpa vostra: alla prima difficoltà sono svaniti e tornati a lagnarsi in silenzio. Ma diciamo che dopo è stata dura rimanere, con un Governo Berlusconi compatto, potente e deciso e il PD sotto attacco di mezzo PD nostalgico e di un falso alleato.
Poi la Sardegna e ti sei dimesso. Non l’ho capito subito ma è stata la scelta migliore: non aveva senso continuare così e la mia ammirazione per te è aumentata quando hai mostrato di non vivere per la poltrona.
Dopo un anno ti sei trasformato: sei diventato l’ennesimo politico-da-intervista-tappabuchi-su-repubblica, con qualche lancio di agenzia e qualche articolo privo di visione (sembrano i miei temi di quando non sapevo che scrivere e quindi buttavo già tutto quello che sapevo), preceduti sempre da un “ho preso più voti io gnegne”. L’ultimo è la lettera agli italiani.
Una lettera agli italiani deve avere qualcosa di importante da dire e dirla ed invece è un’altra, anzi più lunga, lista di osservazioni sull’Italia (dopo un “ho preso un fracco di voti, ho perso di poco”) condita di frasi paradossali (“Rimando per una analisi più compiuta al volume di John Kampfner Libertà in vendita o al bellissimo lavoro di Alessandro Colombo La disunità del mondo.”) da rivista per élite. Walter, a me è piaciuto essere nel tuo partito, è piaciuta la tua campagna elettorale, mi piacciono quasi tutte le tue idee, manon capisco cosa stai cercando di dire.
Invece capisco che stai danneggiando il PD (quasi la tua creatura), ed indirettamente il Paese, e te stesso.
Te che lo hai fatto il segretario lo sai cosa vuol dire in un momento delicato, in cui c’è da prendere decisioni e prepararsi a tutti gli scenari possibili, l’arrivo di una lettera o intervista poco chiara ad una vecchia gloria. Sai cosa significa trovare ribadito per la ventesima volta come tu avessi preso più voti e scrivere la stessa posizione del segretario sul tema del giorno (crisi del Governo) senza nominarlo. Sai cosa significa riaprire un anno dopo il congresso divisioni o dare l’impressione ad un elettorato confuso di starle riaprendo. Ha senso creare altro casino? Perché non dire “concordo col segretario” quando parli della questione del giorno, perché non dare un minimo segnale di unità? Sai che segnale dai? “E’ tornato Veltroni”. Devi pensare a come i ridicoli giornali italiani danno le notizie (tipo danno Zingaretti candidato alle primarie che lui non ha mai dato segnali di)
Già è difficile convincere a far votare questo Partito, già è difficile dirigere questo partito, vuoi veramente essere parte del problema?
E quindi stai facendo del male pure a te stesso: devi lasciar andare (cfr. Lost, ultimo episodio), la tua occasione l’hai avuta ed è in parte sfuggita (non solo per colpa tua); il tuo tempo è finito nel momento in cui ti sei dimesso. Se vuoi continuare ad intervenire lo puoi fare come padre nobile ma poco, piccolo e chiaro per non bruciare il tuo capitale politico.
E stai facendo del male al ricordo che ho di te e di quel comizio a Venezia, quando ho veramente pensato che nel 2008 un Italia migliore si potesse fare. Mi manca il politico visionario che eri, ma è ormai è il passato e non puoi riciclarti come opinionista qualunque, sia perché non ce n’è bisogno e sarebbe degradante (non meriti di finire così, non sei uno che vive per essere sulle pagine di Repubblica), sia perché qualsiasi cosa che dirai apparirà sulle pagine di politica e dopo le lettere “Pd:”.
Poi quando ci sarà da difendere le primarie, la vocazione maggioritaria, le campagne elettorali basate su una visione e non su calcoli aritmetici e tutte le tue conquiste, io ci sarò.
p.s. se non t’incazzi, qua c’è uno bravo che ti critica la forma della lettera, anche se devo dire che ce l’ha un po’ con te
p.p.s. all’inizio volevo scriverlo nella forma di “Song for Bob Dylan” ma veniva ridicolo
p.p.p.s. il manifesto che vedi in foto ha la firma della Bindi perché a Venezia mi sei sfuggito
La Repubblica. Lungo articolo sulle primarie (“gelo di Bersani!”) che dovrebbe concludersi alla terza riga (“le faremo” dice il segretario) ed invece si prolunga con affermazioni non-proprio-pro-primarie di gente che non conta nulla e frasi di indignati per professione che vogliono le primarie (dunque perfettamente d’accordo con Bersani).
Sotto un piccolo trafiletto sui parlamentari PD che vanno a L’Aquila e si dicono pronti ad assumersi la responsabilità politica, insieme al governo, di una tassa per aiutare l’Abruzzo.
Ma teniamolo piccolo e sotto le “polemiche” inesistenti altrimenti passa l’idea che Bersani e il PD stiano facendo qualcosa: dopo come si fa a fare gli indignati “e dove è il PD?” ? Poi magari si rischia di dibattere sul merito delle questioni.
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Eggs of War.
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Nel nuovo Governo Letta ci saranno 21 ministri. Di questi 21 ministri solo 2 provengono da una matrice politica socialista. Per non venire equivocati (e quando si scrivono brutte parole come socialismo si viene sempre equivocati) precisiamo il significato di “matrice politica socialista”: dicesi m.p.s. (ops) quell’impostazione ideologica che mira alla costru […]
About
C'ho una mail, scrivo pure su twitter e friendfeed. E un tumblr ma va e non va. p>
E questo è il photoblog di mia sorella.
Ci sono e non ci sono, tanto da fare in questi giorni.
Io, che i libri di scuola ultimamente li guardo per professione, ne ho viste tante di queste cose, immagini a volte inutili a volte sbagliate, ed ho capito che la cura che si mette nel testo non è la stessa, il testo viene analizzato e rianalizzato, ogni parola pesa (o dovrebbe, il livello di sintesi che hanno raggiunto i testi scolastici è francamente disgu […]
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Il tempo ci ha dato torto da un pezzo: Giulio Andreotti probabilmente è stato un nemico molto mediocre. Mediocre la sua azione di governo, che si può sintetizzare in un mesto tirare a campare all’ombra incerta di questo o quella maggioranza; mediocre la sua diplomazia, e il solo fatto che a volte ci si scopra a rimpiangerla dice tutto sul baratro nel quale s […]
Per finire, faccio notare che non c’è un altro quotidiano in rete che abbia l’impostazione ballerina di Repubblica (salvo il Corriere per imitazione). La ricerca del clic forsennato, tra denunce, strizzate d’occhi, notizie vere, bufale, invenzioni e ironie, non è un brevetto di Repubblica.it. Il “colonnino morboso” o “colonna infame” è un marchio di fabbrica […]
What’s happened now is that the ECB sounds increasingly willing to act as the necessary lender, and that in general the softening of austerity rhetoric makes it seem less likely that Italy will be forced into default by sheer shortage of cash. Hence, falling yields and much-reduced pressure. […]
For at least some leading pundits, their position seems to have been shaped less by “reason” or “ideas” than something more primal and even tribal, reflecting their fantasies about who they imagined themselves to be. What follows is a taxonomy of certain pundits on the center and the left who, to their eternal shame, beat the drums of war — hard. […]
Ce l'hanno tutti con Rosy Bindi. Ma non da tantissimo tempo: è una cosa degli ultimi anni, prima il personaggio godeva anche di una certa simpatia. […]
"da una parte c'è la possibilità di fare la Storia, cambiando un sacco di cose, incidendo seriamente sul reale (lo si è già visto in appena mezza giornata), e nel contempo percependo 10.000 euro al mese per quattro-cinque anni, caccia via. Dall'altra c'è un boss furioso che vuole sapere cos'hai fatto dove sei con chi parli, e ti vuol […]
«Sfruttare le emozioni personali per vendere illusioni è il metodo più subdolo e preferito degli imbonitori e coltivarne gli interessi, anche se in buonafede, significa esserne complici.» […]