Ah ma ci credevano sul serio? (ancora di attentati e di climi d’odio)

gennaio 12th, 2011 § 0 comments § permalink

So much of left-wing thought is a kind of playing with fire by people who don’t even know that fire is hot. – George Orwell

Quello che ho scritto sui matti che ammazzano per colpa di “climi d’odio” giustifica per chi fa retorica estremamente velenosa. Per il semplice fatto che è chi la fa mente.

Perché se ci credessero veramente, beh, Di Pietro dovrebbe accettare a braccia aperte la responsabilità dell’attentato a Berlusconi e anzi chiamarne a migliaia: d’altronde come si trattano i dittatori fascisti? O semplicemente perché il 14 dicembre non gli ha sparato alla Camera?

Se Glenn Beck credesse veramente in quello che dice, che ci sarebbe di male nell’ammazzare i collaborazionisti di un regime eterodiretto, con un presidente ineleggibile, legato ad ideologie nazi-comuniste, pronto a mettere i dissidenti nei campi di concentramento (non cerco i link ma, sì, quella gente crede cose così)? Perché invece di gioire e stappare lo spumante spariscono?

Me li immagino mentre viene detto loro che, sì, qualcuno lo ha fatto: sconvolti e distrutti che qualcuno li abbia presi sul serio, qualcuno ci abbia creduto veramente e abbia agito come doveva agire, invece di capire che era un gioco. Come venditori di pozioni quando scoprono che qualcuno è morto perché si è fidato fino in fondo di loro.

Non è colpa loro, intendiamoci: questa gente ha agito perché disturbata e le prime riflessioni da fare sono sul trattamento della malattia mentale e sul facile accesso alle armi. Ma questi eventi mostrano chiaramente quanto queste persone, che vivono di paranoia e di complotti, siano dei ciarlatani e i loro fiumi di parole solo balle a cui nemmeno loro credono.

(l’opinione definitiva è quella di Jon Stewart, tradotta da quelli del Post)

(volevo mettere la foto del tizio ma mi pareva troppo)

Fuffa

novembre 21st, 2010 § 0 comments § permalink

Io me la vedo la redazione di Repubblica che cerca di costruire il numero di domenica 21 novembre 2010. Io me li vedo che devono riempire le smisurate pagine di politica: della Carfagna quante pagine puoi parlare, anche se sei Repubblica?

Poi a quel punto si rendono conto che Romano Prodi ha accettato l’invito ad un seminario di Dario Franceschini. Quindi, complice alcool e sonno, iniziano a costruirci sopra montagne e montagne di fuffa. Da:

“L’obiettivo è unire e non dividere”

Ricavano

I suoi sognano una strada verso il Quirinale, se nel 2013 il quadro politico sarà meno sfavorevole.

E quindi al titolo. E quindi al propagarsi della notizia di rimbalzo in rimbalzo. A quel punto il quadro è completo, da adesso in poi la notizia per tutti sarà “Prodi vuole andare al Quirinale nel 2013″ o, per i meno attenti, “Prodi ritorna”. E giù altra fuffa, sotto forma di blog e pareri su Facebook.

Alla fine La Repubblica raggiunge il suo scopo: riempire una pagina e prendere un sacco di pageview, senza nemmeno bisogno che succedesse qualcosa veramente, per semplice fuffa. Col piccolo svantaggio di aver piantato una balla nella testa di chi si fida del loro giornale.

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