Mentre eravate distratti (i nostri amici della Lega)

agosto 4th, 2011 § 0 comments § permalink

Mentre Berlusconi diceva le solite cose solo più stanco, Alfano provava a sembrare un segretario di partito e Bersani faceva analisi economica, Reguzzoni ha parlato per la Lega.

La conclusione di Bersani è stata, parafrasando, andiamo alle elezioni ma siamo disposti se voi fate un passo indietro a fare un passo avanti. Reguzzoni inizia quindi con una frase che fra leghisti si daranno il cinque per una settimana:

[...] quelle idee chiare che non ho proprio sentito nel discorso di Bersani, perché è chiaro che, se noi facciamo un passo indietro, ne fate uno avanti voi

Poi si lancia a cercare di spiegare i problemi all’origine della crisi italiana (“E’ ora di dire basta”, e che cazzo!): non la mancanza di una politica industriale, non la debolezza del mercato del lavoro, ma le pensioni false dei terroni:

Basta, ad esempio, a spendere per le pensioni di invalidità sette volte la media OCSE, perché in intere regioni e province la falsa pensione di invalidità è uno strumento di assistenzialismo(Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania). Su 200 mila controlli, per la prima volta nella storia, effettuati da questo Governo, abbiamo revocato circa 30 mila pensioni false, risparmiando quasi un miliardo di euro. Bisogna proseguire su questa direzione, effettuando i controlli su tre milioni di pensioni di invalidità elargite. Colpendo i furbi risparmieremo miliardi, a beneficio degli invalidi veri.

Miliardi. E poi l’altro grande problema costosissimo per le casse dello Stato:

Basta anche accollare sulla collettività i costi degli immigrati clandestini o dei sedicenti profughi(Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania). Ognuno di loro ci costa 40 euro al giorno. Si tratta di una spesa di 1.200 euro al mese, che stride fortemente con i 500 euro di pensione che rappresentano la media per 9 milioni di nostri lavoratori dopo una vita di duro lavoro (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania e Popolo della Libertà).
Adesso basta, tornino a casa, perché purtroppo non possiamo permetterci di tenerli qui.

Buffo che citi le pensioni. Pensioni pagate coi contributi dei pochi immigrati regolari, pochi perché ne impedite la regolarizzazione. Di tutti i problemi che potrebbe dare l’immigrazione di sicuro non c’è il problema economico, con il valore del lavoro che portano qua.

E tornino a casa, e che cazzo! Soprattutto quei profughi di merda, che tanto profughi di sicuro non sono, sicuro che stanno benissimo fra di loro altroché. (La cosa divertente è che la legge sull’immigrazione è vostra, il ministro competente è vostro, il governo pure, avete pure il coraggio di lamentarvi sull’immigrazione?)

E parlando di immigrati, Reguzzoni non può non collegarsi facilmente al tema successivo:

E basta permettere al sindaco di una grande città come Napoli di mandare avanti e indietro i rifiuti, sprecando i soldi destinati allo sviluppo economico (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania), soldi che potrebbero essere più utilmente impiegati. Invece, deve fare gli inceneritori e le discariche, come tutti noi facciamo nelle nostre province.

Buffo come Reguzzoni parli di inceneritori subito dopo aver parlato d’immigrati.

Ed anche in un’ottica di riduzione dei costi e di maggiore semplicità riformiamo la Costituzione. Fatti concreti, proposte, onorevole Bersani: riformiamo la Costituzione, superiamo il bicameralismo perfetto, riduciamo il numero dei parlamentari e facciamo il Senato delle regioni. Noi siamo qui, la proposta l’abbiamo presentata (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania – Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico).
Bene ha fatto il Governo a fare questa proposta. Oggi la palla passa al Parlamento. Noi vi sfidiamo su questo terreno – parlo alla sinistra – vedremo se avrete il coraggio di dire di sì.

Questa sinistra che non ha il coraggio di riformare la Costituzione! Beh, a parte la Bicamerale, la riforma del titolo quinto e le bozze ferme in commissione da due legislature.

Ad esempio, in tema di libertà economica, la Lega ha chiesto e ottenuto, proprio ieri, che a settembre si discuta finalmente della riforma costituzionale dell’articolo 41, perché il nostro possa essere un Paese in cui c’è davvero libertà di impresa.

Ciao, siamo quelli iperlocalisti, possiamo giocare a fare i liberisti talmente liberisti che la Costituzione non ci basta?

Ancora basta, riduciamo anche – lo abbiamo fatto bene con l’approvazione, proprio ieri, di un primo passaggio – l’impegno gravoso in termini economici e di vite umane per la presenza militare del nostro Paese all’estero. Iniziamo una riduzione e riportiamo a casa i nostri soldati.

Ciao, siamo quelli che hanno votato Iraq e Afghanistan, possiamo giocare a fare i pacifisiti senzaseensenzama?

Dai dati deIl Sole 24 Ore di ieri, ad esempio, la sola revisione e semplificazione dell’attuale normativa antincendio equivarrebbe ad un risparmio per le piccole e piccolissime imprese di oltre 650 milioni di euro, buttati via oggi in spese burocratiche.

Un grande Paese che fa ripartire il rilancio della propria economia eliminando le norme antincendio.

Ma dopo l’onorevole Reguzzoni allarga la sua prospettiva e ci spiega le motivazioni profonde della crisi:

Ma c’è un punto su cui sono d’accordo, onorevole Bersani, ossia il punto centrale della crisi. Questa è una crisi essenzialmente di liquidità. È una crisi che nasce dal sistema bancario a livello mondiale e vede nel sistema bancario l’attore, il regista e anche lo scrittore del copione. Gli accordi di Basilea, Basilea 2 e Basilea 3 dovevano portare stabilità, crescita e bassi tassi di interesse; invece, il disastro oggi è, purtroppo, sotto gli occhi di tutti.
A fronte della bolla speculativa, le banche hanno chiesto e ottenuto interventi di sostegno dei Governi, con il risultato che la crisi è diventata, dopo che finanziaria, anche economica e gli stessi banchieri oggi, quelli che hanno creato il disastro, ora difendono la loro autonomia come fosse un dogma. È ora, invece, che tutti affrontino le proprie responsabilità. È tempo che le banche tornino a dare i soldi alle imprese, i mutui alle famiglie e la smettano di speculare scommettendo sulla caduta del Governo (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania).

Ciao, vi ricordate di quando facevo il liberista più liberista della costituzione qualche riga fa? Ecco, ora voglio regolamentare, magari pure statalizzare, le banche. Che a noi il mercato ci piace ad intermittenza.

Al contrario, la guida oculata del Governo, forte del consenso popolare, ha tenuto i conti in ordine e ha evitato al nostro Paese il rischio d’instabilità e tracollo economico, proprio quell’instabilità e quel tracollo economico che voi, amici di questi speculatori, vorreste portare oggi qui.

Per dire, ora li chiamiamo speculatori e sono amici vostri, mica nostri altroché.

non esiste un’alternativa politica all’alleanza Popolo della Libertà e Lega Nord, che è prima di tutto un’alleanza Bossi-Berlusconi (Applausi dei deputati dei gruppi Lega Nord Padania, Popolo della Libertà e Popolo e Territorio).
Lo ripetiamo chiaramente e chi ha orecchie per intendere, anche nei mercati finanziari, le usi per capire bene: non esiste alternativa!

“La prossima volta che i vostri derivati finiscono nel mio giardino ve li buco!”

La risposta migliore sta nel programma di Governo del 2008, che è poi quella rivoluzione liberale e federalista che pochi giorni fa Piero Ostellino ha citato sul Corriere della Sera ricordando la politica di Reagan che, abbassando le tasse, aumentò le entrate del bilancio dello Stato.

Ed in un istante è subito liberismo. Quel liberismo di altri tempi. Quello di Reagan e della curva di Laffer, quello che finanzia la crescita col debito pubblico e fa credere che sia liberismo.

Mentre nel nostro Paese ci perdiamo in chiacchiere, negli Stati Uniti il movimento dei Tea Party è riuscito a smuovere una politica ferma da anni al grido di «no more taxes», che è la perfetta sintesi del comune sentire del nostro elettorato, quello che ci ha portato qui a entrambi in maggioranza, che dice basta tasse

Un leghista che parla di Tea Party è come il nonno che parla dei Tokio Hotel per far sentire che è giovane.

I Tea Party sostengono che aumentando le tasse si rallenta la crescita, arrivando al paradosso di avere minori entrate fiscali. È un punto di vista economico che condivido al 100 per cento, lo sanno benissimo tutti i membri del Governo che hanno avuto a che fare con noi, sono anni che lo diciamo, ora dobbiamo realizzarlo. In un Paese come il nostro occorre ridurre la pressione fiscale riformando il fisco e la normativa tributaria, a partire da Equitalia, e per poterlo fare con credibilità davanti ai mercati dobbiamo accompagnare questa grande riforma con misure strutturali che snelliscano la burocrazia, riformino la giustizia, riducano il peso dello Stato. Si tratta cioè di realizzare davvero quella rivoluzione liberale e federale che ha fondamento nella nostra alleanza.

Sempre la curva di Laffer. E le tasse sono troppo alte: dobbiamo riformare Equitalia, ridurre i controlli, mica abbassare le tasse. Che infatti hanno alzato.

Che poi se facessimo la rivoluzione liberale voi localisti (vi ricordate Alitalia?), antiglobalizzazione, antimercatisti, che vivete di piccoli avanzi di enti parastatali sopravvissuti alla distruzione dell’IRI e velocemente occupati da gente col fazzolettino verde, sareste i primi a scomparire.

Tramutiamo l’attuale situazione di difficoltà in un’opportunità per i nostri figli, spazziamo via le resistenze al cambiamento, realizziamo davvero e subito quella grande riforma che abbiamo promesso a tutti i nostri elettori, portiamo il nostro Paese ad essere un Paese moderno, libero e federale. Finora abbiamo giocato in difesa, adesso iniziamo a giocare in attacco

No va beh è che per ora abbiamo scherzato ma questa volta cattivi eh! E poi lo sapete che “crisi” e “opportunità” in cinese si scrivono nella stessa maniera?

La Provincia di Venezia

agosto 21st, 2010 § 0 comments § permalink

E’ in mano alla Presidente Zaccariotto, nonché sindaco di San Donà di Piave:

Miss Padania fa litigare Lega e Pdl

San Donà di Piave, crisi di maggioranza per il concorso che il Carroccio vuole abbinare alla festa del Rosario. Il capogruppo azzurro: Zaccariotto non continui così

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