I repubblicani hanno passato l’abrogazione della riforma sanitaria alla Camera. Non passerà mai al Senato.
Hanno basato su questo un’intera campagna elettorale e la loro intera dialettica; l’unica cosa che dovevano fare l’hanno fatta: ora possono pure chiudere il Congresso per i prossimi due anni.
Obama abbassa le tasse ai ricchi dopo aver detto mai più per qualche anno, il Regno Unito è incazzato con Cameron e contemporaneamente incazzato con i Labour (hanno imparato il gioco italiano: se non ti piace il Governo, prenditela con l’opposizione) ed Ed Milliban non riesce a guadagnare consensi e ora Bersani dice che dobbiam andare con il Terzo Polo, che non ci vuole, e mettere via le primarie.
Ci deve essere un piano. Ci deve essere un disegno. Ragazzi, per me sta per cominciare la Rivoluzione Globale; magari quella la vinciamo.
che poi niente di male nello scaricare Di Pietro e Vendola ma Casini non ci vuole e fare due mesi di corteggiamento al 9% dei voti no.
2- Avevo questo pensierino in mente poi l’ho trovato scritto meglio su TPM: non fosse per Tea Parties e Sarah Palin, i repubblicani avrebbero preso anche il Senato (che non hanno preso per qualcosa come 2-3 senatori).
I candidati del Tea Party, soprattutto quelli pesantemente sostenuti dalla Palin, hanno vinto le primarie e perso le elezioni (Sharron Angle, Christine O’Donnell, John Raese) anche in collegi possibili se non facili; in Alaska, che è casa sua, il “suo” candidato, che ha vinto le primarie, probabilmente verrà sconfitto dalla repubblicana Murkowski.
Che c’è di strano? Che non avendo vinto le primarie la Murkowski era una write-in candidate, ovvero per votarla bisognava scrivere il suo nome su una casellina bianca nella scheda. E’ non è un nome facile.
E chi ha vinto ha vinto nonostante Tea Parties e Palin. “Si può argomentare” dice TPM “che Sarah Palin abbia fatto perdere il Senato”.
Anthony Weiner (democratico di New York) lavora alla promozione di una legge (presentata dal deputato Maloney) per provvedere (con dieci anni di ritardo) all’assicurazione sanitaria per chiunque abbia prestato soccorso l’Undici Settembre e ora risenta di tutti gli effetti delle polveri inalate: ne hanno diritto tutti i soccorritori (improvvisati e non), anche immigrati irregolari. Quell’evento, secondo i promotori, unisce tutti non importa da dove venissero.
In commissione va molto bene e passa senza modifiche a questo principio. Volendo presentarla al Senato come misura bipartisan e impedire un voto imbarazzante per puro scopo elettorale su un emendamento anti immigrati, viene messa ai voti alla Camera con la “rule sospension”: ovvero niente emendamenti e niente lunghi dibattiti. E’, però, richiesta una maggioranza di due terzi, che i promotori sono sicuri di avere: d’altronde chi si opporrebbe a una legge del genere?
I democratici votano compatti a favore (“aye”), con solo 4 contrari (“nay”). Di 167 repubblicani votanti, arrivano solo 12 aye. Siamo vicini alle elezioni di mid-term, le strategie elettorali hanno battuto il buon senso e la decenza.
Nei minuti successivi i repubblicani si giustificano, cercando di scaricare la colpa sui democratici. Weiner chiede la parola e s’incazza:
httpv://www.youtube.com/watch?v=7AG0ddWf9TQ
Nei giorni successivi viene invitato a diversi programmi per spiegare le ragioni dei democratici, mentre i repubblicani ancora una volta si nascondono dietro alle procedure. Eccolo da Morning Joe sulla NBC alle prese con un repubblicano:
E’ lungo (circa 15 minuti) ma vedendolo si capisce la sua frustrazione: ha ragione, sa di avercela, sa di star facendo la cosa giusta ma questa è la politica reale, non The West Wing, e fa fatica ad esprimersi, a trovare lo spazio per spiegare quanto sia ridicolo dare la colpa ai democratici che han votato compatti, invece che ai repubblicani che abbandonano una legge giusta per giocare il tema dell’immigrazione. E si prende del demagogo perché ricorda di cosa si parla in questa legge: di dare qualcosa indietro a quelli che hanno sacrificato la salute o la vita per aiutare altri nel momento più critico della storia americana moderna. E tutto questo mentre la destra populista parla di “rispetto per le vittime dell’11 settembre” per limitare la libertà religiosa altrui.
Non è Obama, non è serio e calmo, non è un grande oratore ma è uno che sa per cosa lottare, urla e sbatte i pugni sul tavolo dalla frustrazione (e vince di parecchio nel suo collegio). Mi piace.
Un paio di settimane fa, da queste colonne formulammo un’analisi, che poi era anche una chiamata alle armi. Guardando alla composizione del nuovo governo scoprimmo che su 21 ministri solo 2 provenivano da una matrice politica socialista (intesa come quell’impostazione ideologica che mira alla costruzione di una società la più giusta possibile, il socialismo, […]
Nel nuovo Governo Letta ci saranno 21 ministri. Di questi 21 ministri solo 2 provengono da una matrice politica socialista. Per non venire equivocati (e quando si scrivono brutte parole come socialismo si viene sempre equivocati) precisiamo il significato di “matrice politica socialista”: dicesi m.p.s. (ops) quell’impostazione ideologica che mira alla costru […]
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Ci sono e non ci sono, tanto da fare in questi giorni.
Insomma, gli italiani lo adorano. Fin qui niente di strano: anche buona parte del grano duro che usiamo per produrre la nostra amata pasta proviene dall’estero, specialmente dagli Stati Uniti e dal Canada. La cosa che però stride un po’, almeno per me, è vedere il Kamut colonizzare tutti i negozi specializzati in cibi biologici ed ecosostenibili, naturali e […]
At this point, then, austerity economics is in a very bad way. Its predictions have proved utterly wrong; its founding academic documents haven’t just lost their canonized status, they’ve become the objects of much ridicule. But as I’ve pointed out, none of this (except that Excel error) should have come as a surprise: basic macroeconomics should have told e […]
Io, che i libri di scuola ultimamente li guardo per professione, ne ho viste tante di queste cose, immagini a volte inutili a volte sbagliate, ed ho capito che la cura che si mette nel testo non è la stessa, il testo viene analizzato e rianalizzato, ogni parola pesa (o dovrebbe, il livello di sintesi che hanno raggiunto i testi scolastici è francamente disgu […]
La solidità non è solo un fatto organizzativo, deriva dalla rappresentanza sociale. Bersani ha accettato un presupposto culturale analogo a quello di Veltroni secondo cui nella società non c’è il conflitto, non ci sono le differenze, ma solo modi diversi di cercare lo stesso risultato. Questo rende evanescente il nostro radicamento sociale. Lo ha dimostrato […]
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Per finire, faccio notare che non c’è un altro quotidiano in rete che abbia l’impostazione ballerina di Repubblica (salvo il Corriere per imitazione). La ricerca del clic forsennato, tra denunce, strizzate d’occhi, notizie vere, bufale, invenzioni e ironie, non è un brevetto di Repubblica.it. Il “colonnino morboso” o “colonna infame” è un marchio di fabbrica […]
What’s happened now is that the ECB sounds increasingly willing to act as the necessary lender, and that in general the softening of austerity rhetoric makes it seem less likely that Italy will be forced into default by sheer shortage of cash. Hence, falling yields and much-reduced pressure. […]
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Ce l'hanno tutti con Rosy Bindi. Ma non da tantissimo tempo: è una cosa degli ultimi anni, prima il personaggio godeva anche di una certa simpatia. […]