Nice day to be Labour (di sondaggi e inglesi)

dicembre 22nd, 2010 § 0 comments § permalink

I dati di YouGov di ieri raccontano un quadro roseo per Ed Milliband (nonostante tutte le critiche):

Gradimento più alto degli ultimi tre anni e soprattutto distribuito in maniera incoraggiante: 59% fra i 18 e i 24 anni (grazie ai tagli di Cameron sull’istruzione?); un ottimo segnale, la base giovane aiuta sempre.

I Libdem, ricordate? quelli che dovevano fare il botto ed invece hanno fatto il solito, sono esplosi: solo il 39% di chi li ha votati li riconferma il voto, il 12 va ai Conservatori ed il 40% (sì, il quaranta) va ai Labour, con un 11% che si disperde.

Il tutto con un numero basso di indecisi (16%) e di astenuti (8%) ed un tasso di approvazione del governo al 33% (meno delle intenzioni di voto verso i Conservatori, 40%).

A me, ecco, queste cose rincuorano.

It’s my party and I cry if I want to

dicembre 17th, 2010 § 0 comments § permalink

Obama abbassa le tasse ai ricchi dopo aver detto mai più per qualche anno, il Regno Unito è incazzato con Cameron e contemporaneamente incazzato con i Labour (hanno imparato il gioco italiano: se non ti piace il Governo, prenditela con l’opposizione) ed Ed Milliban non riesce a guadagnare consensi e ora Bersani dice che dobbiam andare con il Terzo Polo, che non ci vuole, e mettere via le primarie.

Ci deve essere un piano. Ci deve essere un disegno. Ragazzi, per me sta per cominciare la Rivoluzione Globale; magari quella la vinciamo.

che poi niente di male nello scaricare Di Pietro e Vendola ma Casini non ci vuole e fare due mesi di corteggiamento al 9% dei voti no.

E tre sono pochi

ottobre 30th, 2010 § 0 comments § permalink

Non son d’accordo con Renzi e con tutta la campagna sui “massimo tre mandati”: non nego che la politica italiana sia vecchia e fossilizzata ma non è questa la soluzione.

Prima di tutto non è vero che il nostro sia un parlamento pieno di inamovibili: è costituito da parlamentari di pochissima esperienza, buoni solo a pigiare pulsanti, e qualche “anziano” dal potere supremo garantito dall’inesperienza degli altri. Non viene permesso a chi è fuori di questa cerchia di restare il tempo necessario a formarsi e diventare in grado di fare effettivamente qualcosa.

Ci vuole esperienza, ci vuole capacità per fare un lavoro così noioso ed importante allo stesso tempo: bisogna essere sia bravi personalmente sia avere uno staff (che in italiano, con tutta la nostra antipolitica congenita, si dice portaborse) di gente competentissima; per diventare bravi ci vuole tempo, per attirare gente competente ci vuole tempo e capacità. Limitare a tre mandati, specie se mandati all’italiana (dai 2 ai 4 anni), contribuisce al potere dei derogati, immuni dal rischio di star crescendo chi poi li manderà a casa.

Il problema è dall’altro lato: s’incomincia tardi e non si lavora per formare la nuova generazione. Ed Milliban dal 1993 (anni 24) è stato negli staff parlamentari e ministeriali di alto profilo inglesi per poi, con 12 anni di esperienza, diventare parlamentare nel 2005 (anni 36), fare due mandati e diventare segretario del labour a quarant’anni. Come si fa ad avere un segretario quarantenne? Lo si mette a lavorare sul serio da quando ha ventiquattro anni. E volete forse dirmi che ora, dopo tutto questo, dovrebbe poter fare un solo altro mandato?

Non abbiamo bisogno di limiti, abbiamo bisogno di un cammino di formazione con altissime responsabilità: segreterie regionali e nazionali e staff parlamentari con venti-trentenni, ministeri con quarantenni e “prestiti” internazionali (anche Ed si è fatto un po’ di ossa lavorando per John Kerry). Non fa bene né a noi né al Paese riempire posizioni di potere con vecchi o gente priva di esperienza o entrambe. E una volta formati bloccarli dopo qualche anno è ridicolo.

Han ragione i dalemiani (ora uccidetemi) a storcere il naso davanti ai troppi politici-non-politici, prestiti della “società civile”, promossi al parlamento senza formazione nella speranza che non facciano troppo casino, eseguano gli ordini e ci facciano sembrare più fighi. E han ragione i cosiddetti rottamatori nel dire che la politica è in mano ai vecchi, incapaci di comprendere la situazione attuale.

Abbiamo bisogno di giovani e abbiamo bisogno di esperienza: se facciamo sì che a quarant’anni chi è bravo abbia già vent’anni di esperienza di alto profilo, beh, è fatta. E un partito serve anche a questo (altrimenti facciamo come in america, ognuno per conto proprio).

ps poi io preferivo David, che è già al suo terzo mandato da parlamentare più robette tipo ministro degli esteri. A quarantacinque anni.

Where Am I?

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