“Retroscenismo gossipparo”

aprile 1st, 2012 § 0 comments § permalink

Mi fate linkare Christian Rocca, mi fate.

Il retroscena all’italiana, spiegano gli autori, però è molto diverso dal modello originario anglosassone, dove è chiaramente diretto a illuminare zone d’ombra o lati oscuri delle vicende pubbliche. Da noi, invece, il retroscena riguarda spesso ricostruzioni di pensieri, umori, punti di vista e deduzioni del giornalista, quasi sempre attribuite tra virgolette, cioè testualmente, ai protagonisti anche se è assai improbabile che abbiano parlato direttamente con il cronista. «Non si può non notare il rischio distorsivo di questa comunicazione», scrive Barbano. Succede, infatti, che quando il leader politico non si riconosce in quelle indiscrezioni riferite tra virgolette, prova inutilmente a smentirle. L’ultima parola spetta al giornalista pronto a ribadirne la veridicità sulla base dell’attendibilità della fonte, dichiarata tale unilateralmente e comunque tenuta segreta. «In sostanza – scrive Barbano – la dichiarata riservatezza delle frasi riportate funge da esimente per il giornalista di fronte all’eventualità di una smentita, sottraendolo all’obbligo di fornire prova della loro veridicità».

Ale, tranquillo! (di patteggiamenti, banche e giornalismo italiano)

febbraio 18th, 2012 § 0 comments § permalink

Anche questo post è per TRed, il blog della sinistra che ha un treno tra mezz’ora e deve ancora preparare la valigia.

Alessandro Gilloli ha scritto un post incazzosissimo sul pateggiamento tra banche e Stati degli USA.

Avete presente, vero, tutta la schifosa speculazone dei mutui subprime, che hanno avuto una parte non indifferente nell’innescare la crisi economica mondiale che stiamo vivendo sulla nostra pelle?

Ecco com’è finita, in questo cazzo di mondo da rovesciare come un calzino

Ma ascoltiamo cosa dice l’attorney general di New York da Rachel Maddow:

O leggiamo il New York Times:

In the agreement’s expected final form, the releases are mostly limited to the foreclosure process, like the eviction of homeowners after only a cursory examination of documents, a practice known as robo-signing.

The prosecutors and regulators still have the right to investigate other elements that contributed to the housing bubble, like the assembly of risky mortgages into securities that were sold to investors and later soured, as well as insurance and tax fraud.

Officials will also be able to pursue any allegations of criminal wrongdoing. In addition, a lawsuit Mr. Schneiderman filed Friday against MERS, an electronic mortgage registry responsible for much of the robo-signing that has marred the foreclosure process nationwide, and three banks, Bank of America, JPMorgan Chase and Wells Fargo, will also go forward

Ovvero: l’accordo, da 26 miliardi di dollari, non riguarda la crisi economica ma solo ed esclusivamente gli illeciti commessi nei pignoramenti; eventuali reati penali sono fuori dall’accordo.

Quindi, no, i “banchieri” non si sono riparati da conseguenze penali e, no, i “banchieri” non l’hanno scampata dalle colpe della crisi.

Mica colpa di Gilloli, eh, lui ha solo letto informazioni sbagliate su quello che una volta era una delle testate più illustri del giornalismo italiano e ora prende sbandate da pagina di Facebook KONTROLEBANKE.

All others must bring data

ottobre 27th, 2010 § 0 comments § permalink

Severgnini, che pure mi piace, ha fatto, per posteri e stranieri, una lista di motivi per cui ci piace Berlusconi.

Come al solito ci piace il filosofo/storico/scrittore/giornalista che ci spiega i motivi di qualcosa per ragion pura, per semplice logica e buon senso. Poi magari un giorno diventeremo un Paese che vuole dei dati, vuole un bel sondaggione fatto come si deve (con pesi, compensazioni e quant’altro) per chiederlo agli Italiani cosa vogliano e perché. O perlomeno in cui affermazioni importanti prima di diventare verità abbiano bisogno di mezzo dato. Non dico Nate Silver però magari ci saremmo potuti risparmiare tanti libri sul nordest, per esempio.

ps “In God we trust, all others must bring data”  – W. Edwards Deming

“Boh, cerca qualcosa con delle schede nella cartella immagini”

settembre 6th, 2010 § 0 comments § permalink

Repubblica ha un nuovo appello (eh va beh), questa volta “contro il porcellum” (ma quindi per l’uninominale? per le preferenze? per cosa?). Ora,  perché con tutte le foto che esistono e che avranno in archivio debbano mettere una foto delle schede delle Primarie per l’elezione del Segretario del Partito Democratico?

That’s why we can’t have nice things! (Repubblica, le primarie, il PD e la politica italiana)

luglio 31st, 2010 § 7 comments § permalink

La Repubblica. Lungo articolo sulle primarie (“gelo di Bersani!”) che dovrebbe concludersi alla terza riga (“le faremo” dice il segretario) ed invece si prolunga con affermazioni non-proprio-pro-primarie di gente che non conta nulla e frasi di indignati per professione che vogliono le primarie (dunque perfettamente d’accordo con Bersani).

Sotto un piccolo trafiletto sui parlamentari PD che vanno a L’Aquila e si dicono pronti ad assumersi la responsabilità politica, insieme al governo, di una tassa per aiutare l’Abruzzo.
Ma teniamolo piccolo e sotto le “polemiche” inesistenti altrimenti passa l’idea che Bersani e il PD stiano facendo qualcosa: dopo come si fa a fare gli indignati “e dove è il PD?” ? Poi magari si rischia di dibattere sul merito delle questioni.

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