Mozione “Quel gran figo di Bersani”

maggio 23rd, 2012 § 0 comments § permalink

“Il non morto (ma quasi) di un partito mai nato Bersani ha detto di aver ‘non vinto’ a Parma, Comacchio e Mira. Chiamate un’ambulanza per un Tso”, ha attaccato Grillo dalle pagine del suo blog. Il leader del M5S critica quindi le affermazioni del segretario del Pd sui ballottaggi e lo definisce “il pollo che si crede un’aquila”, invitandolo ad andare a “lavorare”, perché “in futuro ne avrà bisogno.

“A Grillo dico: ‘Sta’ sereno, ora sei un capo partito anche tu e non basterà bestemmiare gli altri, dì qualcosa di preciso per il Paese”, afferma Bersani. E qualche ora dopo, su Twitter, rincara la dose: ‘Noi semplici uomini, siamo quasi tutti morti. Viviamo su quel ‘quasi'”.

fonte repubblica

Politica del corteggiamento

settembre 19th, 2011 § 0 comments § permalink

Due anni fa Di Pietro ha rotto l’alleanza col PD ad un paio di giorni dalle elezioni. Poi per due anni ha chiamato il più grande partito di opposizione  “collaborazionista”. Ora li scongiura di fare un’alleanza, ti prego torniamo assieme, sono cambiato.

Poi litiga con l’UDC, geloso delle attenzioni che il PD ha per loro.

Ed infine s’illude di aver assistito alla fondazione di un’alleanza perché si trovavano tutti e tre sotto uno stesso tetto, quando Bersani ha detto:

In nessun caso le alleanze si fanno a qualsiasi prezzo. Noi dobbiamo preservare il messaggio di fondo, il Paese è nei guai. Dobbiamo fare un appello molto largo, essere il motore di una speranza italiana

Poi magari si alleano sul serio ma almeno c’è del corteggiamento questa volta.

 

Che faccio domenica

giugno 10th, 2011 § 0 comments § permalink

Domenica c’è un referendum. A me i referendum piacciono poco, l’idea che il popolo direttamente venga chiamato a rispondere di quesiti (tipo la servitù di elettrodotto o il ministero dell’agricoltura) che non sono una scelta etica, com’è stato il referendum sul divorzio, ma una banale scelta tecnico-politica. Ciò detto, c’è da fare una scelta, anzi quattro.

Vado a votare.

Primo quesito: la penso identicamente a Costa, e Bersani l’altra sera ad Annozero; non ho niente contro i privati ed i loro investimenti ma l’obbligo temporale stringente ed imperativo, senza lasciare agli enti locali la possibilità di scegliere cosa fare e quando, insieme a delle regole insufficienti, mi spingono a voler fermare questa legge. Che poi comunque scattano le norme europee.

Secondo quesito: voterò sì. Comprendo la necessità di questa norma particolare ma questa legge non mi piace e la voglio smantellata. Costruirne una nuova sarà più facile se viene stracciata completamente. (La posizione del PD è nel ddl Bersani che non è male)

Terzo quesito: nucleare. Io non sono contrario al nucleare in generale. Non credo sia una scelta sensata questo nucleare ora, non per ragioni di sicurezza né tantomeno per l’idea ridicola che in Italia il nucleare non ce lo meritiamo (il problema è la corruzione? Pretendi regole migliori! Altrimenti chiudiamo tutto e ognuno emigra in un paese a scelta) quanto per ragioni economiche. Sono contrario a questo piano che non dà risposte (abbiamo tolto il nucleare per paura dei rischi, il primo punto del piano deve essere una serie di norme di sicurezza stringenti) e non ha nemmeno il coraggio di indicare i siti (quando fai le cose di nascosto senza concordare per paura di far arrabbiare qualcuno ti ritrovo coi NOTAV).

Quarto quesito: la legge aveva uno scopo, salvare Berlusconi, prima della sentenza della corte costituzionale. Ora non serve nemmeno a quello, tanto vale cancellarla.

Considerazioni

Voterò sì per ragioni differenti da quelle dei comitati, che hanno fatto un lavoro tremendo, terroristico e populistico (esempio). Voterò nonostante loro, nonostante il fastidio tremendo per quello che hanno detto e le loro simpatiche frasette poetiche sull’acqua che è un diritto e quindi gli Italiani devono pagarla con l’IRPEF e non con la bolletta (E il cibo? Non è un diritto? Un bene vitale? Perché lo devo pagare? eh? eh?), nonostante la falsa dicotomia nucleare/rinnovabile. Perché alla fine le leggi sono più importanti di questi qua, imbarazzanti e ridicoli. (Che poi questa gente qui ti fa diventare dalemiano in quattro minuti)

Piccola nota: non so abbastanza di niente di tutto questo. Non ho nessuna conoscenza per dire quale sia la politica energetica migliore per il paese o il migliore metodo per gestire l’acqua, mi sono fidato di chi mi fido, quindi di qualche blogger e, soprattutto, persone nella politica. Anche Bersani (che poi infatti mi sono reso conto che alla fine sto seguendo la linea del PD, anche nelle motivazioni).

Ed è per questo che i referendum mi convincono poco: sono una scelta netta priva di motivazioni richiesta a chi non sa e a cui magari piace delegare queste scelte. E magari non vota anche per quello.

E vi prego non fate come se fosse il millesimo Scontro Finale.

(qua c’è altra gente che dice cose)

Se poi tipo si leggessero le cose

gennaio 26th, 2011 § 0 comments § permalink

E’ fuoriuscito un documento prodotto da Fassina che commenta le proposte della minoranza democratica al Lingotto 2.

Christian Rocca e Civati (ma ne arriveranno altri) lo usano contro la frase di Bersani “Nemmeno un Nobel riuscirebbe a trovare la differenza tra di noi”, pronunciata allo stesso Lingotto 2.

C’è il problemino che il documento dice:

Insomma, il Lingotto 2 è stato un passaggio importante in quanto ha evidenziato che anche la minoranza del Pd converge su punti programmatici elaborati dall’insieme del Pd, non solo dalla maggioranza, nei mesi scorsi. La convergenza è evidente anche sul piano delle alleanze politiche ed elettorali, nonostante i tentativi di rimpacchettamento.

[…]

Non vi sono differenze rilevanti allora? No, differenze, assolutamente legittime, vi sono ed investono l’impianto politico-culturale: la rilevanza del paradigma liberal-democratico [… segue lungo discorso contro le Terze Vie].

Ma che esistano ancora differenze fra due linee che di fatto sono quelle che sono andate l’una contro l’altra a congresso non è la cosa nuova che emerge dal documento di Fassina. La notizia è che Veltroni ha fatto il suo movimento ed il suo evento per dire sostanzialmente le stesse cose che ha già detto il Partito Democratico, con qualche differenza residua (e dicendo cose un po’ campate in aria).

(edit: ho corretto la conclusione)

It’s my party and I cry if I want to

dicembre 17th, 2010 § 0 comments § permalink

Obama abbassa le tasse ai ricchi dopo aver detto mai più per qualche anno, il Regno Unito è incazzato con Cameron e contemporaneamente incazzato con i Labour (hanno imparato il gioco italiano: se non ti piace il Governo, prenditela con l’opposizione) ed Ed Milliban non riesce a guadagnare consensi e ora Bersani dice che dobbiam andare con il Terzo Polo, che non ci vuole, e mettere via le primarie.

Ci deve essere un piano. Ci deve essere un disegno. Ragazzi, per me sta per cominciare la Rivoluzione Globale; magari quella la vinciamo.

che poi niente di male nello scaricare Di Pietro e Vendola ma Casini non ci vuole e fare due mesi di corteggiamento al 9% dei voti no.

Contrordine compagni, l’eroe è un inciucista

dicembre 7th, 2010 § 0 comments § permalink

Repubblica:

Matteo Renzi, il sindaco della rossa Firenze e leader dei “rottamatori” del Pd, ha varcato ieri il cancello di Arcore.

Per carità, ci saranno state ottime ragioni “istituzionali”, come usa dire, a giustificare quel faccia a faccia così poco istituzionale e così tanto politico.

Sembra che da Repubblica sia arrivato l’ordine: Renzi è un inciucista, altro che salvatore del PD!

Repubblica trasforma gente interessante ed idioti in eroi della lotta contro i loro personali cattivi, per poi distruggerli se sgarrano (Serrachiani distrutta col “Franceschini è simpatico” per non essersi candidata alle primarie, una lotta giovani vs vecchi li avrebbe fatti felici) o se semplicemente si annoiano e han bisogno di carne fresca da sacrificare per vendere copie.

L’accusa a Renzi è una puttanata? Certo. Per questo Repubblica mi sta qua: fa e disfa il centrosinistra per il diletto dei lettori paganti, che continuano a credere di trovare in quel giornale risposte, invece che espedienti per vendere copie alla loro ristretta demografia.

Cioè perlomeno i lettori del Giornale mica ci credono veramente a quello che è scritto.

edit: ora c’è pure la vignetta, che simpaticoni

La La La Lies

dicembre 3rd, 2010 § 0 comments § permalink

Avete presente la storia dell’asse Veltroni-D’Alema contro Bersani?  Come dice Luca Sofri è tutta basata su uno sguardo fra i due:

È stato Veltroni a commentare con uno sguardo eloquente e non elogiativo la salita di Bersani sul tetto di Architettura. A quello sguardo D’Alema ha risposto con il silenzio.

E basta. Questa è l’unica prova necessaria, uno sguardo. E sopra a questo si costruisce un castello di congetture e speculazioni, di cui il lettore vede i titoli e assume come veri o ragionevolmente credibili. Da qui si generano status su facebook, vignette di Vauro, battute ed entra nella cultura comune dell’elettore di centrosinistra.

Peccato che non sia vero. Ma non importa perché ormai il castello di congetture sta in piedi anche senza i fatti, si autosupporta. Come il Veltrusconi, come “Prodi è caduto nel 1998 per colpa di D’Alema”, come i milioni di inciuci che avverrebbero ogni giorno.

Un giornale che seleziona, quando non inventa completamente, i fatti per guidare il ragionamento dei lettori su binari prestabiliti e soddisfare la loro impressione di realtà, aprendo di tanto in tanto la valvola dell’indignazione facile per raccogliere qualche click in più.

Tutto quello che c’è da sapere sull’ultima intervista di Veltroni

novembre 18th, 2010 § 0 comments § permalink

Solite cose, alcune condivisibili, niente riferimenti alla cultura buonista veltroniana e alcune che applaudirei:

Solo il fatto che si discuta di questo contraddice il progetto originario, secondo cui dovevano essere gli altri a discutere se allearsi con noi […]

Sono per un’alleanza allargata programmaticamente a chi ci sta. Non cadiamo nel vizio da Prima Repubblica di discutere prima di alleanze che di cose […]

Quando noi andammo oltre il Pci, non pensammo di “rottamare” Tortorella o Chiaromonte; chiedemmo di dar vita a qualcosa di nuovo.

Poi però si trasforma da ex-leader del centrosinistra a vecchia zia permalosa:

Io apprezzo il lavoro che sta facendo Bersani. Siamo in una fase in cui bisogna garantire il massimo di convergenza, e in questa crisi la convergenza c’è. Però mi è spiaciuto, nel suo intervento a “Vieni via con me” sotto molti aspetti apprezzabile, non sentire mai l’aggettivo “democratico”. Bersani ha detto “sinistra”, “progressisti”; mai “democratici”

Togli lo shift (io e la tessera del PD)

novembre 12th, 2010 § 0 comments § permalink

Penso a quelli che si lamentano che il PD scrive il loro nome sbagliato sulle lettere e sui bollettini. A me hanno sbagliato sulla tessera (chi ha digitato deve aver tenuto premuto lo shift sull’apostrofo)

che poi il motivo dei nomi sbagliati sulle lettere è che i moduli delle primarie li compilavano i vecchi militanti con tempo libero e scritture ridicole che poi qualcuno con tanto tempo libero doveva ridigitare al computer. chiaro che i nomi si sballano.

Ehm (Walter e i sondaggi)

settembre 27th, 2010 § 0 comments § permalink

WV:

La verità è che il partito dal novembre scorso è passato dal 41 al 26% di consensi. Ce ne vogliamo preoccupare? È chiaro che non si deve cambiare la leadership solo perché calano i consensi. Ma è giusto discuterne

Va beh, ti sei sbagliato, intendevi “di fiducia” invece che “di consensi”.

Il problema, Walter, è che quel 41% di novembre non era un trend, è stato un bel salto in alto. E sai perché i sondaggi sono schizzati in alto? Perché è diventato segretario quello che aveva meno a che fare con te.

Lo sai che ti voglio bene ma recriminoso non mi piaci, soprattutto quando recrimini sbagliato.

Where Am I?

You are currently browsing entries tagged with bersani at Eggs of War.

  • TRed
  • RSS TRed

    • Tutto quello che dovete sapere sul congresso del Parti Socialiste di Hollande
      Giovedì 21 maggio gli iscritti del Partito socialista francese saranno chiamati a votare le quattro mozioni che si contendono il Congresso di Poitiers (5-7 giugno). Sarà questo il primo atto della settantasettesima assise congressuale della formazione erede dello Sfio di Jean Jaurès, che conta attualmente 159 mila iscritti (di cui solo 131 mila in regola […]
    • Come il Labour eleggerà il nuovo leader
      Dopo la cocente sconfitta delle elezioni generali e le dimissioni di Ed Miliband, si apre ora per il Labour la fase congressuale. Fin dal 19831 il leader è sempre stato eletto con un sistema che ripartiva i voti alle tre “gambe” del partito: il gruppo parlamentare, gli iscritti alle federazioni territoriali e gli iscritti alle organizzazioni […]
  • About

    C'ho una mail, scrivo pure su twitter e friendfeed.
    E un tumblr ma va e non va.
    E questo è il photoblog di mia sorella.
    Ci sono e non ci sono, tanto da fare in questi giorni.

  • RSS Cose che leggo in giro

    • L’uomo che fece la rivoluzione al Fmi | Left Wing
      Chi non sembra ancora avvantaggiarsi di questa ritrovata centralità dei temi sociali nel dibattito pubblico sono paradossalmente le forze progressiste europee. La discussione sul rilancio della crescita in Europa continua a ruotare intorno al taglio dei costi di produzione o – nella migliore delle ipotesi – a qualche forma di incentivazione agli investimenti, mentre di redistribuzione […]
    • A tale of two economies | The Economist
      If Italy’s economy is to grow anywhere near as fast as that of the euro zone’s powerhouse, it will have to find some way to narrow its internal divisions.
    • The End of Labour | Jacobin
      Miliband, during the election campaign, tried to reassure middle-class voters that Labour utterly ruled out any SNP influence on policies like austerity or the Trident nuclear system. And while the Labour Party tailed the Tories on austerity, while they imitated Tory language on welfare, while they copied the UK Independence Party (UKIP) on immigration, the SNP defended a […]
    • Padiglione Zero: come ti nutro il pianeta con la Nutella - EXPOsed, l'Expo a nudo - Blog - Le Scienze
      [Il] Padiglione Zero, quello che dovrebbe darci gli strumenti per leggere l’intera manifestazione, è stato “curato e realizzato in collaborazione con Ferrero”. Per carità, gli sponsor sono importanti perché senza di loro, spesso, le cose non si riuscirebbero a realizzare, ma non dovrebbero metter becco nei contenuti. Perché è ovvio che vogliano tirar l'acqua al […]
    • Leonardo: La Fornero e i tecnocrati che non sapevano fare i conti
      Se il ventennio di Berlusconi ci tolse ogni fiducia nella classe imprenditoriale italiana, nella sua capacità di rinnovare o anche soltanto di capire i problemi in cui si dibatteva, i 17 mesi del governo dei professori ci squarciarono il velo sul livello della nostra classe accademica e intellettuale.
    • Piccole cose
      Ogni tanto quando sono giù di morale faccio una cosa, ripenso a tutte le piccole cose che da piccolo non potevo permettermi, oppure i miei non volevano comprarmi, e per averle dovevo per esempio aspettare che me le regalasse qualcuno o che mi capitassero fra le mani un po' di soldi per potermele comprare di […]
    • È la bufala bellezza - Il Sole 24 ORE
      [C]'è una seconda conseguenza ancora più inquietante e pericolosa: oggi, tra le persone – le persone normali, non i fuori di testa che credono ai complotti sull'11 settembre e ai rettiliani – esiste di fatto una realtà parallela. Se l'unica democrazia davvero compiuta è una democrazia informata, le notizie false indeboliscono la democrazia: costruiscono paradigmi […]
    • In qualunque modo si parli di immigrazione, si beve | Francesco Costa
      Ricapitoliamo. I politici malintenzionati dicono cose da fare accapponare la pelle. Quelli benintenzionati vengono sbriciolati prima della pubblicità. Il governo non vuole spendere il suo capitale politico su una faccenda così complicata e impopolare e si appiattisce sul muro, mentre cerca di ottenere dall’Europa qualche spicciolo e nel migliore dei casi una revisione degli accordi. I giornalisti sono in grado […]
    • Leonardo: Aldo Grasso scopre il mercato del lavoro
      Se davvero intorno all’Expo c'è offerta di lavoro, e quell'offerta non incontra la domanda, la questione è molto semplice: l'offerta va ritoccata verso l'alto. Il mercato funziona così, e il moralismo non serve a niente [...] Offerta, domanda, è semplicissimo. I giovani non vogliono lavorare per un tozzo di pane? Non si accontenteranno di un […]
    • Britain’s most racist election: the story of Smethwick, 50 years on | World news | The Guardian
      Peter Griffiths, Conservative, had been elected in the previous year’s general election on the slogan «If you want a nigger for a neighbour, vote Labour.» [...] One reason the Tories refused to condemn Griffiths was that he had found the Conservatives’ holy grail – undermining industrial working-class support for Labour.