Ho scritto questo post per una roba da neogiurassici di sinistra che ancora non c’è ma quando si sarà si chiamerà TRed. Sì, se ricaricate la pagina viene una frase diversa.
D. Anche al [sic] Pd si sono dovuti arrendere alla sua autocandidatura. Non la volevano…
R. «Certo, non ero portata da nessuno. Nel Pd non c’è libertà. È tutto già deciso e non esiste confronto interno. Infatti, sono arrivata seconda, pur prendendo un sacco di voti»
Tanto tempo fa una ragazza decise di candidarsi a Segretario Nazionale dei Giovani Democratici. Veniva da un’esperienza particolare, quella radicale, ma era un anno confuso e per un po’ era sembrato che tutte quelle esperienze stessero per mischiarsi.
Raccolse le firme, portando alla posticipazione delle scadenze previste, e si candidò col programma standard radicale, raccogliendo ed entusiasmando chi cercava una discontinuità con un certo modo di agire ereditato dalle giovanili precedenti.
Prese il 12%, un’ottima base di partenza per chi stava entrando in una realtà complessa già strutturata senza una vera organizzazione alle spalle. Ma decise che era meglio di no: fra frasi deliranti come la precedente e accuse di brogli, Giulia Innocenzi uscì dai GD.
Ora, Giulia, che tu abbia avuto successo dopo non è un problema, anzi. Il problema è che in quelle stanze grigie dove sono nati i regolamenti orrendi che critichi dalle colonne del Fatto Quotidiano avresti potuto esserci anche te e insieme ad altri avresti potuto modificarli o creare le condizioni per le quali sarebbero nati in forme totalmente differenti.
Avresti potuto contare qualcosa e far sentire le voci di chi ti ha sostenuto. Ed invece lanci una coltellata a tutti quelli che ti hanno creduto
[La direzione nazionale] In teoria ne farei parte, o forse no, visto che non ho rinnovato la tessera
Ecco, eri il volto del rinnovamento, poi ti è mancata pure la voglia di rinnovare la tessera. Che costa un quarantesimo di quella radicale.
Tutto questo senza considerare la posizione ridicola di un iscritto ad un partito che si candida a segretario della giovanile di un altro partito, sulla base del programma del primo. Noi infatti si sosteneva Raciti segretario dei Radicali.
